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	<title>Blog Otto - Notizie e curiosità comunicazione pubblicitaria marketing e creatività &#187; Amnesty International</title>
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	<description>Possiamo fare tutto. Tranne non comunicare.</description>
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		<title>Tyrannybook:l&#8217;altra faccia dei social network!</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 15:53:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty International]]></category>
		<category><![CDATA[Denuncia sociale]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
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Le associazioni no-profit come Amnesty International, operano grazie alle donazioni e all’impegno concreto dei volontari, ed è chiaro che anche promuovere le proprie campagne pubblicitarie rappresenti un investimento non sempre affrontabile; è naturale quindi che la soluzione più idonea sia stata quella di volgere lo sguardo a forme di comunicazione non convenzionale.
Per operare in regime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ottocomunicazione.it/public/2010/05/tyrannybook5.png"><img src="http://www.ottocomunicazione.it/public/2010/05/tyrannybook5-300x136.png" alt="" title="tyrannybook" width="300" height="136" class="alignright size-medium wp-image-33" /></a></p>
<p>Le associazioni no-profit come Amnesty International, operano grazie alle donazioni e all’impegno concreto dei volontari, ed è chiaro che anche promuovere le proprie campagne pubblicitarie rappresenti un investimento non sempre affrontabile; è naturale quindi che la soluzione più idonea sia stata quella di volgere lo sguardo a forme di comunicazione non convenzionale.</p>
<p>Per operare in regime di risorse scarse e ottimizzare i risultati,  è necessario cambiare radicalmente l’approccio, rivolgendosi al proprio pubblico di riferimento, sfruttando l’ormai consolidata abitudine degli utenti del Web 2.0, di scambiarsi informazioni e condividere esperienze attraverso Internet.</p>
<p>Il motivo è semplice: la Rete è uno strumento con delle potenzialità pressoché infinite, che consente di raggiungere un pubblico sempre più vasto senza dover, necessariamente, impegnare budget elevati. </p>
<p>I social network si stanno rapidamente evolvendo e, nel tempo,  da semplice “punto di incontro virtuale”  sono diventati un luogo per comunicare, informarsi e condividere conoscenza e risorse. Sempre più, infatti, Facebook, Twitter e gli altri, sono stati utilizzati come canali alternativi per divulgare, praticamente in diretta, informazioni e aggiornamenti su ciò che accade nel mondo. </p>
<p>Ed è questo il motivo per cui è al Web che l’Amnesty portoghese ha affidato il proprio messaggio, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle costanti violazioni dei diritti umani.</p>
<p>L’intuizione è stata scontata quanto sorprendente!  E’ così che ha preso vita Tyrannybook, l’unico social network nato con la vocazione di monitorare e denunciare i tiranni e gli oppressori, che commettono quotidianamente atroci barbarie e violano i più elementari diritti umani, nell’esercizio coercitivo dei loro poteri.</p>
<p>La somiglianza era evidente: digitando <a href="http://www.tyrannybook.com">www.tyrannybook.com</a>, infatti,  sembrava di accedere alla home page del più famoso Facebook, tranne che per l’utilizzo dei colori della grafica, rosso al posto del più familiare blu.</p>
<p>Attenzione però, una volta effettuato il log in non avreste trovato i vostri “amici”, bensì gli &#8220;Allies&#8221; contro i &#8220;Tyrants&#8221;,con tanto di foto e report delle ultime azioni commesse, liberamente commentabili dagli utenti iscritti.</p>
<p>Perché abbiamo utilizzato il passato? Ve ne sveliamo subito il motivo! In pochi giorni sono stati superati i due milioni di utenti iscritti ed il sito, com’era prevedibile, è andato letteralmente in tilt.</p>
<p>A causa del grande successo riscontrato, i fondatori di Amnistia Internacional sono stati costretti a chiuderlo, dati i costi di gestione che avrebbe comportato mantenerlo in rete.</p>
<p>Riteniamo che Tyrannybook si trovi esattamente  a metà strada tra una provocazione e una reale intenzione di raggiungere la più vasta audience possibile, col minimo investimento, ma soprattutto perché è la dimostrazione di come le buone idee si propaghino in Rete, ad una velocità non sempre controllabile e che i meccanismi innescati dalla condivisione di informazioni e contenuti, tramite i social network, possano rappresentare una allettante opportunità di dialogare con i propri target, non solo nei casi di comunicazione sociale! </p>
<p>8</p>
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